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Lunedi 12 Luglio 2010 14:50

Tovo San Giacomo

Il borgo, già antico possesso dei vescovi di Albenga, fu compreso nella Marca Aleramica nel X secolo e successivamente passò a Bonifacio del Vasto nel 1091.
Fu quindi dominio dei marchesi Del Carretto, signori di Savona e di Finale Ligure, nel XII secolo.
Passò alla Spagna nel 1598, così come l'intero Marchesato di Finale Ligure, ed alla Repubblica di Genova nel 1713. Divenne quindi parte integrante del Regno di Sardegna nel 1815 e Regno d'Italia nel 1861.
Il 6 dicembre del 2008 è ricorso l'ottantesimo anniversario dell'unificazione di Bardino Vecchio, Bardino Nuovo e di Tovo San Giacomo nell'attuale comune.

Il Poggio è una piccola borgata dalle caratteristiche tipicamenti liguri che si trova adagiata nella parte più elevata del capoluogo. Esiste una piccola strada centrale pedonalizzata (carugio) su cui si affacciano numerose case. Alla fine di questa si trova la Cappella della Madonna.Il torrente Maremola, specie nella sua parte alta, conserva ancora piacevoli scorci panoramici ed ambientali molto interessanti. Partendo dal vecchio mulino du Piu si percorre via Teso verso l'entroterra e si può giungere fino alle sorgenti del torrente, attraversando le tipiche fasce coltivate ad alberi di frutta e verde ornamentale.
Lunedi 12 Luglio 2010 14:50

Toirano

Il borgo fu molto probabilmente frequentato già in epoca romana e successivamente fece parte del limes dei Bizantini e dei Longobardi. Infatti alla confluenza del torrente Barescione con il Varatella era stato posto un presidio bizantino. Quella zona del borgo di Toirano si chiama ancora oggi "Turacco", che in dialetto ligure significa "torre".
Nel Medioevo appartenne ai vescovi di Albenga, sotto i quali, ottenne statuti propri tra il XII e il XIII secolo. In seguito fu conteso tra la Repubblica di Genova e il Marchesato di Finale Ligure, quando nel 1385 fu assegnato definitivamente alla repubblica da papa Urbano VI seguendone le sorti.
Diverrà quindi territorio del Regno di Sardegna, dopo la caduta della Repubblica Ligure nel 1815, e del successivo Regno d'Italia nel 1861.
Lunedi 12 Luglio 2010 14:50

Magliolo

Il comune si sviluppa lungo il torrente Maremola nella valle omonima, che sfocia in mare a Pietra Ligure, con sorgente a quota m. 650 s.l.m.
La ricchezza e la varietà della natura sono unici, infatti qui abbiamo l'unico caso in Europa di un punto d'incontro di tre regioni biogeografiche (mediterranea-alpina-continentale), un vero e proprio laboratorio di biodiversità, regno degli uccelli rapaci che nidificano tra le rupi, ed habitat ideale per il prolifico cinghiale ed il raro lupo(anticamente in questi boschi dimoravano gli orsi).
Molti altri animali selvatici vivono nei boschi di Magliolo e della provincia di Savona, tra i mammiferi segnalati, meritano di essere ricordati la donnola, la faina, la puzzola, il riccio, lo scoiattolo, il tasso, la volpe, la lepre, la barda, la martora, il ghiro, il gatto selvatico ed altri importanti ungulati quali il capriolo e il daino.
Nei vari boschi di tutto il territorio magliolese ci sono frequenti castagneti che consentono in stagione una abbomdante raccolta di castagne e funghi. Il territorio è un continuo saliscendi attraverso valloni con cascatelle e pozze di acqua limpida arricchite da sorgenti tutto l'anno.
Turismo
L'economia locale si basa principalmente sul turismo, un albergo, alcuni B&B (bed & breakfast), alcuni bar, ristoranti e trattorie tipiche con cucina locale. La crescente attività turistica è stimolata e facilitata dalla quiete, dalla gradevolezza dei luoghi, dall'ambiente naturale tipicamente ligure, dal clima mite, oltre che dalla vicinanza al mare e dalla panoramicità dei luoghi. Il turismo qui si è sviluppato in modo equilibrato, ed ha il grande pregio di non essere invasivo e di potersi giovare di una naturale ospitalità, senza in alcun modo alterare i pacati ritmi ed equilibri storici della comunità rurale magliolese.
Agricoltura e Allevamento
Importante è storicamente l'agricoltura, con la coltivazione delle pesche, delle albicocche, del pomodoro, del basilico, dell'ulivo varietà Taggiasca e della vite, con la produzione di olio di oliva e vino nelle tipiche qualità locali. Significativa la produzione di miele di castagne, e la raccolta dei funghi. Magliolo è nella zona di produzione delle olive destinate alla produzione di olio extravergine di oliva a Denominazione di Origine Controllata "Riviera Ligure", accompagnata dalla Menzione Geografica Aggiuntiva "Riviera del Ponente Savonese". Tra i vini il bianco Lumassina è il vino più caratteristico della zona, insieme al delicato Barbarossa e a vari Nostralini; è anche terra di Vermentino, un bianco il cui vitigno viene coltivato nell'intero comprensorio, in ultimo il Rossese. Si anche è molto sviluppata di recente la cultura di altre piante ornamentali ricercate come l'eucalyptus, dal profumo intenso, che si accompagnano a corredo della vendita dei fiori, di cui una buona parte viene anche esportata nel nord Europa, trasportata con camion refrigerati che garantiscono tempi di consegna contenuti, preservando la qualità del prodotto. In località Isorelle nel bosco a circa 4 km dal centro di Magliolo, raggiungibile con una strada sterrata, c'è un allevamento di cani della razza nordica "Karelian Bear Dog" (Cane da Orso della Carelia).
Lunedi 12 Luglio 2010 14:50

Loano

Il comune è situato sulla costa della Riviera di Ponente, alla foce del torrente Nimbalto, fra i comuni di Pietra Ligure e Borghetto Santo Spirito. La sua posizione, protetta da un arco di montagne di cui la più alta è il monte Carmo (1389 m s.l.m.), fa sì che Loano possa godere di una situazione climatica particolarmente favorevole e peculiare anche rispetto ai territori limitrofi, più simile a quella del Ponente estremo (Bordighera, Ospedaletti). Anche per questo c'è chi definisce Loano isola del Ponente. La frazione di Verzi è situata nell'entroterra della valle del Nimbalto. Di origini preromane (sono recenti i ritrovamenti preistorici presso il colle di San Damiano e preromani presso l'attuale città vecchia) durante l'epoca romana il territorio era costellato da ville anche di un certo rilievo (un mosaico romano di età imperiale è ora visibile presso il piano nobile di palazzo Doria). Nel VIII secolo divenne feudo del monastero dei monaci benedettini di San Pietro in Varatella. Divenuto possesso del Regno di Sardegna (1720-1861) nel 1735, per ordine dello stesso Carlo VI d'Asburgo (1736) la città rimase, sotto il controllo della famiglia genovese Doria che tennero Loano col titolo di principi. Cessato il dominio dei Doria attorno al 1770 passò alla Repubblica di Genova, di cui seguì le sorti durante il periodo napoleonico.

Eventi

  • Festa delle Basure il sabato di metà agosto.
  • Festa Patronale di San Giovanni Battista il 24 giugno con Processione Religiosa.
  • Festa della Nostra Signora della Visitazione il 2 luglio, con processione religiosa.
  • Festa del Mare - Muscolata (terzo fine settimana di luglio).
  • Festa del S.S. Nome di Maria il 12 settembre con Processione.
Lunedi 12 Luglio 2010 14:49

Giustenice

Il borgo fu un antico possedimento dei vescovi di Albenga, fino alla cessione alla Repubblica di Genova da parte di Urbano VI nel 1385.
La famiglia Adorno riuscì a riconquistare il feudo nel 1397, ma divenne dominio di Galeotto I Del Carretto tra il 1448 e il 1452.
Divenuto feudo della famiglia genovese Doria nel 1470 seguì successivamente le sorti della repubblica genovese. Dopo l'occupazione dell'impero austro-ungarico nel XVIII secolo, subì l'invasione francese di Napoleone Bonaparte nel 1797.
Nel 1815 divenne territorio del Regno di Sardegna e nel 1860 del Regno d'Italia.
Lunedi 12 Luglio 2010 14:49

Finale Ligure

La struttura urbanistica di Finale Ligure si articola in tre nuclei principali, fino al 1927 comuni distinti: Finalmarina (o Finale Marina), la zona di più recente urbanizzazione grazie al turismo, i cui abitanti sono chiamati "gnabbri" in dialetto finalese, Finalpia (o Finale Pia), sita sulla costa che conserva la struttura originaria della città e Finalborgo (o Finale Borgo, il capoluogo dello storico Marchesato di Finale circondato dalle antiche mura quattrocentesche e sovrastato dai castelli Govone e San Giovanni e recensito come uno dei borghi liguri più belli d'Italia. ).
Nell'entroterra retrostante fanno altresì parte del territorio comunale le frazioni di Calvisio, Gorra, Olle, Perti e San Sebastiano. Più distante, verso Noli, la frazione di Varigotti, famosa per la sua spiaggia e per le caratteristiche abitazioni dei pescatori, in riva al mare, in stile saraceno.
Il clima di Finale Ligure, è di tipo mesomediterraneo, ne consegue che le località litoranee, facenti parte del Comune di Finale Ligure, abbiano un microclima caratterizzato da inverni miti, con temperature medie giornaliere che, nel trimestre dicembre-gennaio si attestano attorno ai +9/+10 °C, anche le gelate risultano assai sporadiche (la media è appena superiore a 1 giorno/anno), così come le nevicate che sono molto rare.
Nel territorio di Finale sono state ritrovate numerose caverne, abitate dall'uomo primitivo.
  • Caverna delle Arene Candide. Si trova ad occidente del promontorio della Caprazoppa. Vi sono numerose sepolture, fra cui quella di un ragazzo di sedici o diciassette anni - chiamato il Giovane Principe - risalente al Paleolitico superiore, morto, secondo le ricerche e gli studi effettuati, ad un attacco di una belva circa 24 mila anni fa.
  • Caverna della Pollera. Una delle più vaste nel comprensorio locale e provinciale, sono stati rinvenuti al suo interno importanti materiali del Neolitico, segno che il territorio del Finalese è stato un centro creativo molto importante. Sono stati inoltre rinvenute forme esclusive di ceramica a bocca quadrilobata.
Lunedi 12 Luglio 2010 14:49

Ceriale

Il borgo marinaro, già antico dominio territoriale del vescovo di Albenga, passò nel XIV secolo al governo della Repubblica di Genova.
Durante il Medioevo il vicino villaggio di Capriolo venne abbandonato, secondo le fonti locali, a seguito di un'invasione di formiche.
A seguito delle frequenti incursioni dei pirati saraceni fu costruito, nel 1563, un bastione circolare adiacente la spiaggia, ma, nonostante la struttura attigua al mare, il paese fu assalito dai pirati barbareschi nel 1637. Il borgo subì un dannoso saccheggio e le abitazioni date alle fiamme.
Nel 1764 partecipò, assieme ad altri comuni del ponente ligure, ad una sollevazione contro Genova e la sua Repubblica a causa delle gravose imposte fiscali.
Fece quindi parte del Regno di Sardegna nel 1815, alla caduta di Napoleone Bonaparte, e nel 1861 del Regno d'Italia.
Lunedi 12 Luglio 2010 14:49

Borgio Verezzi

Nel 181 a.C., nelle vicinanze del monte Grosso, l'esercito romano, comandato da Lucio Emilio Paolo, sconfisse in una sanguinosa battaglia le tribù locali.
Non fu facile per i Romani sconfiggere i Liguri, e questa sconfitta fu fondamentale per la sottomissione del territorio .
Qui i Romani edificarono la stazione di Pollupice; nell'era cristiana una parte del territorio di Borgio rientrò nei possedimenti dell'Abbazia benedettina di San Pietro in Varatella.
Burgum Albinganeum (possesso del vescovo-conte di Albenga) e Veretium vennero uniti e diventarono località di confine tra due Marchesati (regioni definite da re Berengario II); passato poi sotto il dominio dei Marchesi Del Carretto (che, per un breve periodo, possedettero i due villaggi) si giunse all'anno 1713 quando la Repubblica di Genova prese possesso del Marchesato.
Il comune di Borgio Verezzi nacque ufficialmente nel 1933 dalla unione di due comuni precedenti Borgio (sul mare) e Verezzi (in collina a 250 m s.l.m.). Borgio e Verezzi sono due abitati separati ancora oggi.

Aree naturali
Le Grotte di Borgio Verezzi, dette Valdemino, sono un classico esempio di fenomeno carsico, la cui struttura è stata generata nel tempo dalla lenta erosione dell'acqua attraverso la roccia.
I primi a scoprire le grotte furono, attraverso una fessura creata dal rio Batorezza, dei ragazzi nel 1933, che raggiunsero la prima sala. Vent'anni più tardi lo speleologo Giovanni Dentella esplorò ulteriormente le grotte, ora visitabili tramite un percorso turistico.
Presentano ambienti molto vari con forme calcaree che incuriosiscono, tra cui, ad esempio, alcune stalattiti sghembe[5] che sembrano andare contro la gravità, anche se, in realtà, è la grotta ad essersi spostata nei millenni.
In queste grotte non sono stati trovati resti umani. Sono invece presenti reperti ossei di animali che non vivono nella Liguria odierna: rinoceronte, elefante, tigre, coccodrillo, orso, mammut, ma che ci vivevano oltre mezzo milione di anni fa.
Nel 2005 è stato pubblicato dal Comune di Borgio Verezzi unitamente alla Regione Liguria un libro fotografico (autore Stefano Mortari) sulle Grotte di Borgio Verezzi. Nel libro vengono inoltre trattati argomenti geologici relativi al circondario Borgese.

Il Festival Teatrale di Borgio Verezzi venne fondato da Enrico Rembado e Maria Valentinotti Rossi nel 1967, come iniziativa turistica a livello locale che prese, col tempo, prestigio fino ad affermarsi nell'ambito dei Festival a livello nazionale.

Il Festival si svolge da sempre nel periodo estivo nel borgo antico di Verezzi, principalmente nei mesi di luglio/agosto, mettendo in scena i classici per eccellenza (tra cui Goldoni, Shakespeare, Pirandello); in seguito si è deciso di proporre un tema conduttore per affiancare ai classici anche spettacoli contemporanei o inusuali (da citare sicuramente l'Inferno e il Purgatorio dantesco, ambientati nelle vecchie cave dei fossili della collina verezzina, un percorso teatrale innovativo e decisamente suggestivo).
(Nell'immagine: Piazza Sant'Agostino a Verezzi, sede delle rappresentazioni del festival teatrale estivo)

Lunedi 12 Luglio 2010 14:49

Borghetto Santo Spirito

Borghetto Santo Spirito è un comune di 5.379 abitanti in provincia di Savona.
Sito lungo le falde del colle Piccaro (281 m.), presso la foce del torrente Varatella, fa parte della Comunità Montana Pollupice. Dista dal capoluogo circa 36 km.
Di notevole rilievo storico anche i resti del “ pontasso ”, costruiti sui corsi d'acqua meno pericolosi, testimoniano il passaggio della Via Iulia Augusta fra Borghetto e Loano.
La posizione di Borghetto dev'essere stata nodale per gli scambi commerciali sia interni, col basso Piemonte, che costieri. Donato da Carlo Magno al Monastero di San Pietro dei Monti, i frati benedettini costruirono in cima al capo d'Anzio - intorno al 1154 - un ospedale. Un antico documento testimonia che in effetti le terre su cui verrà realizzato la Villa – futuro centro di Borghetto - furono acquistate nel 1260. La Villa avrebbe dovuto costituire una sorta di avamposto per il controllo del territorio di Tirano, conteso tra il Comune di Albenga e il Vescovo.
La vita civica della villa di Borghetto ebbe inizio intorno al 1300. La pianta del borgo fu concepita di forma rettangolare e la trama delle vie principali intersecate da altre trasversali minori e il perimetro dotato di quattro porte, una delle quali – la porta occidentale – resta l'unica testimonianza ancora visibile. Della stessa epoca anche la Chiesa di San Matteo .
Con l'avvento della ferrovia – nel 1872 – finalmente si rompe l'isolamento tipico della riviera di ponente.
Dalla seconda guerra mondiale in avanti Borghetto ha conosciuto una rapida crescita demografica che ha reso necessari un progressivo sviluppo urbanistico ed un adeguamento delle strutture commerciali.
Di pari passo sono cresciuti i servizi in termini di ricettività che si sono tradotti nella costruzione di stabilimenti balneari, sportivi e centri commerciali. Accanto ai percorsi storici ed alle escursioni collinari, diverse iniziative culturali e di spettacolo fanno di Borghetto un luogo suggestivo e piacevole in ogni stagione.
Secondo le fonti storiche venne fondato dal comune di Albenga nel 1288, costruendo una cinta muraria nel 1297, alla foce del torrente Varatella. Tali mura vennero edificare come avamposto nella disputa che la opponeva alla vicina Loano, di proprietà della famiglia Doria. L'origine del nome va ricercata, secondo le nozioni storiche locali, dal nome dell'ospizio dei monaci di Santo Spirito, edificato nel corso del XII secolo. Nella prima metà del XIV secolo divenne feudo della famiglia Doria, annettendo il territorio alla Repubblica di Genova.
Nel 1797, subì l'invasione francese di Napoleone Bonaparte e alla caduta di essi divenne comune del Regno di Sardegna (1815). Seguì quindi l'annessione al Regno d'Italia nel 1861. Negli anni sessanta/settanta è stato oggetto di un elevato sviluppo urbanistico che ne ha fortemente modificato la struttura
Lunedi 12 Luglio 2010 14:49

Bardino Vecchio

Bardino Vecchio (Bardin Veggiu in ligure) è una frazione del comune di Tovo San Giacomo, in provincia di Savona a 233 metri sul livello del mare.
Comune autonomo dal 1791 al 1928, è stato soppresso ed aggregato al comune di Tovo San Giacomo nel 1928 con Regio decreto legge del 6 dicembre 1928, n. 2971.
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