Sugli assegni «liberi» resta il balzello di 1,50 euro

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Sugli assegni indietro tutta, ma non fino in fondo. Resta il balzello di 1,50 euro ad assegno libero da pagare a titolo di imposta di bollo. Infatti, se da una parte il decreto di manovra, che ha ottenuto la fiducia della Camera, eleva da 5mila a 12.500 euro la soglia massima per il trasferimento del contante o di libretti postali o bancari, per gli assegni al portatore e gli assegni circolari senza la clausola di non trasferibilità e dei libretti di deposito bancari o postali al portatore, reintroducendo i limiti vigenti alla data del 29 aprile 2009, resta l'imposta di 1,50 euro per ciascun assegno bancario o postale, rilasciato in forma libera (non contenente la clausola "non trasferibile").
Viene invece eliminata l'indicazione in ciascuna grata del codice fiscale del girante. L'articolo 32 del decreto legge, infatti, elimina solo l'ultimo periodo del comma 10 dell'articolo 49 del Dlgs 231/2007, quello, dunque, relativo alla girata. Non, dunque, tutto il comma 10, dove resta l'obbligo di pagare il balzello di 1,50 euro per ogni assegno libero. (N.Co.)
fonte: sole24 ore
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